di A. Lalomia
Il mio post Taxi e Uber si fronteggiano a suon di petizioni ha raggiunto in pochissimi giorni un numero di letture significativo, segno che il tema è di grande attualità e coinvolge diversi soggetti, a partire ovviamente dai tassisti. Il post è stato votato più volte con l'opzione Google + , ha incontrato un certo gradimento su Facebook ed è stato commentato in modo favorevole da diversi tassisti con cui ho parlato. Anche loro, pur esprimendo qualche riserva su Uber per i motivi già indicati nel post, si sono dichiarati d'accordo sulla necessità di introdurre in questo settore elementi di concorrenza, che abbattano i prezzi, migliorino il servizio, creino nuovi flussi di clientela e quindi, nello stesso tempo, offrano maggiori opportunità di guadagno e l'occasione, a chi vuole diventare tassista, di realizzare il suo progetto.
Quasi tutti gli interessati si sono mostrati scettici sul fatto che Uber possa togliere lavoro ai tassisti, proprio perché, come io stesso ho ricordato più volte, la società americana si rivolge ad una categoria di clienti di fascia superiore, senza problemi di soldi, che vuole andare in giro con macchine di lusso (comprese le Ferrari). Qualcuno, addirittura, mi ha confessato che non gli dispiacerebbe prestare servizio anche per Uber, per integrare quanto guadagna come tassista.
Tutto questo, in definitiva, conferma la sostanziale inutilità della campagna che una parte del mondo dei taxi sta portando avanti da mesi contro Uber, talvolta con toni decisamente aggressivi e incivili.
Parecchi tassisti sostengono che Uber viola alcune leggi del settore, ma tali accuse sono respinte dai responsabili della società californiana. Anche a New York l'azienda era stata accusata di non osservare la normativa, e il sindaco Bloomberg aveva addirittura sospeso il servizio. Poi, però, è stato costretto a fare marcia indietro, a seguito di una sentenza del tribunale. E d'altronde: siamo sicuri che tutti i conducenti di taxi rispettino leggi e regolamenti ? Siamo sicuri che tra loro le pecore nere non manchino e che con il loro comportamenti gettino fango sui colleghi onesti e gentili con i clienti ? Al di là dell'esperienza personale che ciascuno di noi può citare 1 , basta fare un giro in rete per trovare siti con dovizia di particolari su episodi quantomeno deplorevoli (che comunque ritengo non rappresentativi della categoria).
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Note
1 Un'esperienza che, accanto a molti autisti onesti, cortesi, collaborativi e disponibili al dialogo, presenta anche figure poco raccomandabili, in particolare sotto il profilo del linguaggio. D'altronde, al di là del linguaggio (che comunque non è da sottovalutare), credo che qualcosa vorranno dire i risultati dell 'Euro test 2011. Su ventidue città prese in esame, Milano si è piazzata al quarto posto nella graduatoria generale (una posizione non disprezzabile), che però diventa l'undicesimo nel giudizio sul comportamento del conducente. Per Roma, i parametri sono più delicati: è arrivata penultima nella classifica generale e ultima per il giudizio sul conducente.
2 So di aspiranti tassisti che sono stati costretti a vendere la casa e ad indebitarsi fino al collo, per poter comprare la licenza. È normale tutto questo ? D'altra parte, per chi ha acquistato la licenza a una cifra folle e intende rivenderla, il calmiere dovrebbe essere accompagnato da una giusta integrazione, che non penalizzi l'interessato.

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