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giovedì 25 luglio 2013

Bicicletta: è sufficiente per risolvere il problema del traffico a Roma ?


di  A. Lalomia

La passione per la bicicletta del nostro sindaco è nota, ed è uno di quegli aspetti della sua personalità che forse gli hanno permesso di stravincere alle ultime elezioni amministrative.  
Credo però che in una città come Roma, l'uso di questo mezzo di trasporto, ancorché auspicabile, non possa andare oltre determinate aree, in particolare quelle del centro storico e di alcuni quartieri periferici.  D'altronde, non si può certo pretendere che una persona anziana o con problematiche fisiche  (soprattutto motorie, ma anche cardiopatie)  possa servirsi della bicicletta per muoversi.
In questo  video, Marino  -intervistato mentre pedala su un tandem modificato-  parla del suo progetto di estendere l'uso della bici quanto più possibile, in modo da ottenere in pochissimi anni una riduzione dell'utilizzo delle vetture private di almeno il 20 %.   Secondo le cifre fornite dal sindaco, a Roma, ogni 1.000 adulti, esistono quasi 980 autovetture, contro le 350 di Londra. Sono dati apocalittici, che danno la misura della drammaticità della situazione traffico nella Capitale.  Anche perché alle autovetture, bisogna aggiungere circa un milione di scooter e moto, e comunque veicoli a due ruote su gomma che ogni giorno circolano per la città.
Il nostro primo cittadino si impegna ad incrementare il servizio pubblico di linea, proprio per incentivarne l'uso e quindi il 'riposo' delle auto private.
Gli auguro di riuscire nel suo piano, anche se mi permetto di osservare che, forse, oltre a questi due strumenti, bisognerebbe introdurre qualche riforma pure a livello di taxi, e in genere di trasporto pubblico non di linea  (quindi NCC e aziende come Uber), consentendo solo a loro la circolazione all'interno del centro storico.  
Per quanto riguarda i taxi, visto che la materia è di pertinenza del Comune, sarebbe necessario ridefinirne le tariffe, abbassandole e creando forme di abbonamento analoghe a quelle per i bus, nonché facilitazioni riservate agli anziani, ai disabili e a quanti comunque si trovano in condizioni di svantaggio fisico.  Non sarebbe male, inoltre, pensare anche a qualche forma di taxi sharing.  Il Comune ha appena ricevuto dalla Regione Lazio un finanziamento di quasi un miliardo di €:  perché non utilizzare almeno una parte di questa somma per mettere in pratica quanto ho scritto ?
Il taxi, con le modifiche che ho indicato sopra  (e in particolare facendo scattare il tassametro, con la tariffa di base, dal momento in cui il cliente entra in vettura),  potrebbe diventare lo strumento decisivo per sconfiggere il traffico e per rendere Roma più vivibile, evitando così che il 41 % dei residenti continui a pensare quello che è appena emerso da una recente indagine del Censis  Un'agenda urbana per Roma. : e cioè scappare da una città che ormai sembra essersi trasformata in una trappola.
L'investimento sulla mobilità ciclabile va fatto, per una città unica al mondo come Roma, con grande discrezione.  
Quando il sindaco dice che l'intero governo danese va in bici, ha ragione, ma spero che non voglia paragonare un piccolo, ancorché delizioso, paese in miniatura come la Danimarca (5.500.000 abitanti circa)  all'Italia, e  Copenhagen  (poco più di mezzo milione di abitanti e per di più situata su un'isola)  a Roma.
Vorrei concludere questo post osservando che, comunque, oltre che dal nostro primo cittadino, l'entusiasmo per la bicicletta, come emerge dai filmati che propongo, è condivisa  (per citare solo alcune personalità)  anche da Matteo Renzi  (sindaco di Firenze),  Piero Fassino   (sindaco di Torino), Attilio Fontana (sindaco di Varese)   e dal Pontefice.  Sotto, infatti, il video in cui Marino parla del suo colloquio con il Papa, che lo ha invitato a continuare a servirsi della bicicletta per spostarsi in città.




Di seguito, invece, il filmato in cui il sindaco spiega significato e obiettivi del suo progetto di pedonalizzazione dei Fori Imperiali.



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