| Angelo Figuccia |
Il capogruppo del Partito dei Siciliani-MPA al Comune di Palermo, Angelo Figuccia, qualche giorno fa ha formulato proposte concrete sulla mobilità all'interno del territorio comunale -con particolare riguardo al centro storico. Il suo piano prevede una serie di misure che incentivino gli automobilisti a lasciare la vettura nei parcheggi e ad usare i taxi, con una spesa modesta, visto che le auto pubbliche, trovandosi sempre in movimento, potrebbero essere prese con un semplice gesto della mano. In questo modo, si eviterebbe, ad esempio, la spesa per il percorso del taxi dal parcheggio al cliente 1 .
"Ma per fare questo -osserva Figuccia-, è indispensabile allargare il più possibile il numero dei taxi, liberalizzandone il numero e concedendo la relativa licenza a chiunque ne faccia richiesta, sia pure possedendo requisiti minimi. Si raggiungerebbero, quindi, più obiettivi: creare numerosi nuovi posti di lavoro, di cui la città ha gran bisogno, abbattere notevolmente l’inquinamento atmosferico e, nello stesso tempo, combattere la potente lobby dei tassisti, una sorta di casta che tiene in mano il trasporto pubblico, considerata anche la crisi che attraversa l’Amat”.
L'esponente autonomista si era espresso a favore della liberalizzazione dei taxi già in altre circostanze, con argomenti condivisibili: "Se, come avviene non soltanto nelle principali città europee ma anche nei maggiori centri del Nord Africa, prendere il taxi per spostarsi da una parte all’altra di Palermo costasse pochi euro, aumenterebbero di gran lunga i cittadini che utilizzerebbero questo mezzo di trasporto, lasciando così la propria automobile in garage o sotto casa. Attualmente, invece, i costi di una corsa del taxi sono quasi proibitivi per gran parte dei palermitani, e questo provoca il ridotto lavoro dei tassisti. Al contrario, liberalizzando il settore, si eliminerebbe l’abusivismo, si creerebbero ulteriori posti di lavoro – di cui c’è un gran bisogno – e si renderebbe un migliore servizio a Palermo e ai palermitani, sicuramente più invogliati di utilizzare il mezzo pubblico rispetto al proprio”.
Un'ultima nota. Oltre al piano di Figuccia, Palermo sta dando prova di una discreta vivacità in tema di proposte di utilizzo dei taxi per combattere il traffico e l'inquinamento ambientale. Si pensi soltanto all'introduzione del taxi sharing, un servizio di condivisione dei taxi che costa a ciascun cliente della stessa vettura due-tre €, per tratte anche piuttosto significative.
Che aspettano i nostri amministratori a introdurre anche a Roma un servizio del genere ?
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Note
1 Almeno a Roma, questa spesa può anche superare i 15,00 €. La colpa non è dei tassisti, certo, ma mi domando per quale motivo gli stessi non chiedano al Comune una revisione di questo meccanismo, che li penalizza parecchio. È del tutto evidente, infatti, che, al pensiero di dover pagare una somma non trascurabile per un servizio di cui non usufruiscono, molti potenziali clienti ci pensino due volte prima di accettare, attraverso il Call Center della compagnia, l'invio di un taxi con un tempo di attesa superiore ai cinque minuti (soprattutto se si tratta di giorno festivo o di fascia notturna).
2 Cfr. ad esempio Riflessioni su un post. .
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